L’ARTE DI RIDERE SENZA MOTIVO: LAUGHTER YOGA THERAPY

Ho scoperto lo Yoga della Risata dieci anni fa mentre vivevo a Plum Village grazie all’incontro con Sok Lian Lee, una trainer di Yoga della Risata di Sun Island, Shanghai, e autrice di “If You Think The Water Is Cold: A Cancer Survivor’s Story (The Sun Island Series)”1. Era rimasta con noi a New Hamlet un paio di settimane, regalandoci indimenticabili momenti di risate.
Dopo la sua partenza avevamo semplicemente continuato a ridere! Per i due Natali seguenti ci aveva raggiunto Susan, dall’Inghilterra, con i suoi due figli; anche lei Trainer di Yoga della Risata. Quando sono tornata a vivere in Italia, a marzo 2013, la prima cosa che ho fatto è stata iscrivermi ad una Certificazione per condurre i Club di Yoga della Risata2.
Lo Yoga della Risata (Hasyayoga) è una pratica che combina tecniche di risata autoindotta ad esercizi di respirazione, che derivano dal Prāṇāyāma, l’antica scienza yogica della respirazione. La risata è un fenomeno naturale e, grazie a questa tecnica, può essere attivata spontaneamente, senza ricorrere alla comicità.
I BENEFICI DELLA PRATICA DELLO YOGA DELLA RISATA NELLA MALATTIA DI PARKINSON
La Malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva. Sulla base delle scoperte più recenti è considerata una malattia multi sistemica. È caratterizzata per molti anni dalla degenerazione dei neuroni deputati alla produzione di dopamina.
Inquadrando la MP come una malattia neuro-trasmettitoriale, a carico del sistema dopaminergico, è intuitivo comprendere come essa coinvolga tutti quei distretti in cui il neurotrasmettitore (dopamina) è coinvolto.
La dopamina svolge una funzione di controllo sul movimento, sulla produzione di prolattina, sui meccanismi di regolazione del sonno, sulla memoria di lavoro, sulla sensazione di piacere, sui meccanismi di ricompensa e motivazione, su alcune facoltà cognitive e sulla capacità attentiva.
La domanda è lecita: “A cosa serve ridere!?” La pratica dello Yoga della Risata:
- Stimola la produzione di dopamina, di cui i parkinsoniani sono carenti
- Favorisce la socializzazione, che risulta uno dei fattori terapeutici più importanti
- Favorisce il movimento fisico, aspetto fondamentale al loro benessere, con provato miglioramento dell’equilibrio, delle funzioni motorie e della flessibilità.
- Permette di ridurre i livelli di ansia e stress
- Dona sollievo dal dolore cronico
- Favorisce l’espressione della gioia e degli stati d’animo
LE RICERCHE SCIENTIFICHE SUGGERISCONO LA PRATICA SETTIMANALE DELLO YOGA DELLA RISATA PER LE PERSONE CON MALATTIA DI PARKINSON
Uno studio3 del 2013 testimonia gli effetti benefici della partecipazione a tre sessioni di Yoga della Risata a settimana, della durata di 45 minuti ciascuna, già dopo 8 settimane di pratica. I ricercatori hanno testato: funzioni motorie, equilibrio e flessibilità.
Nelle conclusioni i ricercatori hanno dichiarato come si posa affermare che lo Yoga della Risata ha effetti positivi sulle funzioni motorie e sulla flessibilità degli individui con MP; suggeriscono di organizzare sessioni di LY ogni settimana per questi soggetti per migliorare il loro equilibrio, le funzioni motorie e la loro qualità di vita.

LA TESTIMONIANZA DI GITA FENDELMAN: HA SCELTO DI DIVENTARE TRAINER DI YOGA DELLA RISATA DOPO LA DIAGNOSI DI MALATTIA DI PARKINSON
Gita Fendelman4, Trainer di Yoga della Risata con Malattia di Parkinson dice: «Mi piace chiamare lo Yoga della Risata la mia farmacia interiore. Tiene alto il mio umore. Ho imparato a ridere per ogni cosa. Oggi rido anche per quelle cose che prima mi infastidivano profondamente… Se non può curare il Parkinson, quantomeno mi permette di ridere.».
Per altri articoli su questo tema clicca qui.
1 If You Think The Water Is Cold: A Cancer Survivor’s Story (The Sun Island Series) – di Sok Lian Lee
2 Se vuoi cercarne uno vicino a casa tua o partecipare alle sessioni online, consulta: yogadellarisataclub.it
3 Keykhahoseinpoor, A. & Rahnama, Nader & Chitsaz, A. (2013). Effects of eight weeks laughter yoga training on motor function, balance, and flexibility in subjects with Parkinson’s disease. J Res Rehabil Sci. 9. 39-47
4 Puoi leggere la sua storia a questo link
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