
Quando si parla di Malattia di Parkinson, le persone sono normalmente abituate ad immaginare un uomo anziano con la mano tremante. Nella realtà la Malattia di Parkinson ha molteplici manifestazioni e non sempre il tremore è una di queste. Anche per quel che concerne l’età di chi ne è colpito, lo stereotipo che molti hanno in mente è ben lontano da descrivere la realtà.
In inglese si utilizza l’acronimo TRAP per ricordare quali sono i quattro sintomi motori cardine della malattia di Parkinson:
- T – Tremor – Tremore (non presente nel 20% dei pazienti)
- R – Rigidity – Rigidità
- A – Akinesia/Bradykinesia – Acinesia/Bradicinesia
- P – Postural instability and changes in walking – Instabilità posturale ovvero problemi nell’equilibrio e cambiamenti nell’andatura della marcia.
Vi sono inoltre moltissimi sintomi non-motori, che possono essere racchiusi in quattro categorie:
- Disautonomie neuro-vegetative (es. disturbi gastro-intestinali, urologici, etc.)
- Disturbi del sonno (es. disturbi della fase REM, insonnia, sindrome delle gambe senza riposo, etc.)
- Disturbi neuro-psichiatrici (es. depressione, ansia, apatia, d. cognitivo-comportamentali, fatica, dolore, etc.)
- Altri disturbi (es. ipomimia, scialorrea, d. respiratori, d. del linguaggio)
L’ASPETTO SOCIALE DELLA MALATTIA DI PARKINSON: LA COMUNICAZIONE
La Malattia di Parkinson ha un importante impatto sulla sfera della comunicazione di chi ne è affetto, proprio a causa del manifestarsi di alcuni dei sintomi motori e non-motori. Accade spesso che gli «atteggiamenti» che la Malattia di Parkinson induce nel soggetto possano «comunicare» all’esterno stati di dispiacere, tristezza finanche depressione, che il soggetto a tutti gli effetti non sta provando.
Questo in particolare è determinato da tre fattori:
- L’ipomimia o poker face, significa che il volto diventa via, via meno espressivo a causa dell’irrigidimento dei muscoli facciali
- Le variazioni che riguardano la voce, anche le corde vocali e tutto l’apparato fonatorio risentono infatti delle alterazioni della mobilità della muscolatura
- Ciò che il corpo stesso comunica all’esterno in termini di postura.
Siamo costantemente portati a leggere lo stato d’animo degli altri sulla base della loro espressione, della gestualità, della postura, del tono della voce. Interpretiamo anche le intenzioni della comunicazione attraverso questi segnali.
Immaginiamo per un attimo che la nostra voce perda di colore, che sia monotona e tendenzialmente più bassa del tono a cui siamo abituati.
Immaginiamo di avere i muscoli del viso rigidi e piuttosto fermi, di essere quasi inespressivi, indipendentemente da ciò che stiamo effettivamente pensando e provando.
Immaginiamo di avere una postura un po’ curva su noi stessi, anche quando siamo gioiosi ed entusiasti di ciò che sta accadendo intorno.
Quale lettura darebbero gli altri delle nostre emozioni? Quali pensieri e atteggiamenti ci attribuirebbero?
LO YOGA DELLA RISATA COME TERAPIA COMPLEMENTARE PER MIGLIORARE GLI ASPETTI DELLA COMUNICAZIONE NELLA MALATTIA DI PARKINSON
La pratica dello Yoga della Risata permette di migliorare anche gli aspetti della comunicazione. In una sessione di Yoga della Risata alleniamo la comunicatività del volto e ridendo stimoliamo ben dodici muscoli facciali. Inoltre viene stimolata l’espressione della gioia e degli altri stati d’animo, coinvolgendo tutta la corporeità.
Attraverso le tecniche proposte è possibile aumentare la consapevolezza del proprio corpo, della postura, della mimica facciale, di tutto ciò che comunichiamo. Soprattutto, ci ricordiamo di ridere come buona abitudine quotidiana.
UNO STUDIO SCIENTIFICO EVIDENZIA ANCHE I BENEFICI IN TERMINI DI TONO DELL’UMORE
Nel 2016 è stato condotto uno studio1 che ha coinvolto 85 partecipanti, di cui 47 adulti con diagnosi di Malattia di Parkinson e 38 caregivers. Tutti i soggetti hanno seguito sessioni di Yoga della Risata della durata di 45 minuti, condotte da Teacher di Yoga della Risata certificati.
Lo studio ha utilizzato il questionario “How Do You Feel?” (HDYF). Il form consiste in una serie di 10 scale, definite misure del benessere che includono: entusiasmo, livello di energia, umore, ottimismo, livello di stress, percezione di amicizia coi membri del gruppo, livello di consapevolezza del respiro, livello di rilassamento muscolare, livello di rilassamento mentale e capacità di ridere senza motivo, a cui attribuire un punteggio da 0 a 10.
La somministrazione dei questionari all’inizio e alla fine di ogni sessione ha evidenziato un miglioramento statisticamente significativo del benessere degli adulti con Malattia di Parkinson e dei loro caregivers, dopo la partecipazione alla sessione di Yoga della Risata. Secondo gli studiosi, i terapeuti ed i clinici dovrebbero utilizzare questa tecnica unica con gli adulti affetti da Malattia di Parkinson soprattutto per contrastare la comorbidità rappresentata dal calo del tono dell’umore (apatia e depressione) e dovrebbero includere anche i caregivers nelle sessioni, al fine di supportare il loro stesso benessere.
Se vuoi cercare un Club di Yoga della Risata uno vicino a casa tua o partecipare alle sessioni online, consulta: yogadellarisataclub.it
Dalla mia tesi di laurea in Psicologia Clinica e della Riabilitazione, dal titolo “Malattia di Parkinson: viaggio tra soma e psiche verso una qualità di vita”.
Relatore Chiar.mo Prof. Alberto Costa
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1 DeCaro DS, Constantine Brown JL. Laughter Yoga, Adults Living With Parkinson׳s Disease, and Caregivers: A Pilot Study. Explore (NY). 2016 May-Jun;12(3):196-9. Epub 2016 Mar 3. PMID: 27033323.
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