HAI ANCHE TU UNA VOCINA NELLA TESTA?

È un sabato uggioso di maggio, ora di pranzo. Milano via Torino. Sto insegnando all’ISPA il corso di Psicodinamica Metodo ISPA® e scelgo di pranzare da sola per recuperare un po’ di energie e soprattutto la voce. Penso di andare al Bio a Carrobio ma sto facendo due telefonate urgenti e mi ritrovo quasi in Duomo.
Quando mi accorgo di quanto ho camminato penso: “Govinda!!!” e sento l’entusiasmo di andare a mangiare in questo luogo di cura e preghiera.
È a un minuto da me. Arrivo davanti alla porta, sto per spingerla e fare il gradino di ingresso e sento nella mia testa la vocina. -Sì ho una vocina, quella vocina!-
“Mangia alla Latteria”.
Ora io tra Duomo e Missori ho una certa facilità a perdermi. Apro Google Maps e mi accorgo che è a 300mt. Vado. Fuori c’è la fila. Tentenno. Poi penso: “Sono da sola troverò un posto.” Ignoro la comitiva fuori ed entro.
Il cameriere mi chiede: “Sola?” – Rispondiamo: “Sì!” in due.
Mi giro e le chiedo: “Se vuoi, se ha un tavolo piccolo, ci sediamo insieme.” – “A me va bene”.
Il cameriere fa cenno e ci fa accomodare una di fronte all’altra.
Certo mi ero presa la pausa per stare sola e ora finirò a fare conversazione. Penso a mio marito che mi invita sempre a proteggere i miei spazi. La guardo e mi sembra che stia pensando la stessa cosa. Per gentilezza o forse solo perché è la cosa più semplice da cui iniziare, dopo esserci presentate, parliamo della scelta del posto e del come ci siamo arrivate. Io le parlo di Govinda, perché è lì che avevo pensato di mangiare (ah, la vocina!). Lei mi dice che ha cercato un posto vegano in zona, perché non voleva mangiare un panino prima di andare a prendere il treno, e che è entrata solo perché ha visto me entrare, altrimenti avrebbe desistito per la fila.
Le ragazze della fila intanto sono sedute accanto a noi, siamo tutte allo stesso tavolo.
SINCRONICITÀ, OVVERO IL PRINCIPIO DEI NESSI CAUSALI
Ordiniamo e poi non so cosa succede.
Lei mi chiede: “Di dove sei?”. Che poi è lei quella con la valigia ma evidentemente la mia cadenza non è proprio milanese. Rispondo: “Lodi.”
Lei strabuzza gli occhi. “Non ci posso credere!” esclama “Incontro persone di Lodi ovunque. Il mio primo grande amore è di lì.”
“Si vede che hai un cerchio da chiudere o un posto in cui ritornare.”, le dico scherzando.
Sorride o ride e scorre un film di ricordi nella sua mente, di cui mi arrivano le emozioni. “Sei di Lodi, Lodi?”. Io di solito a questa domanda rispondo sì, perché sono cresciuta e sono poi tornata a vivere in un pesino sconosciuto ai più, tanto anonimo che mi sembra davvero di poca importanza precisare di dove sono.
Scelgo di rispondere la verità.
“Non ci posso credere!!!”, è lo stesso paese in cui viveva lui. Sono io basita adesso. Ridiamo. Incrociamo date, nomi, volti, ricordi. Sembra un viaggio nel tempo, un tempo del cuore, in cui cerchiamo anche di scoprire se ci siamo già conosciute.
A quel punto mi dice che è stata a Milano per il Convegno della Federazione Italiana Cure Palliative. Vorrei non avere il boccone in bocca in quel momento, soprattutto perché sto rischiando di soffocare per coordinare masticazione ed emozioni. Le racconto del mio lavoro, di tutte le energie profuse negli ultimi due decenni sul tema della morte e del lutto e lei mi dice:
“Allora anche tu oggi avevi un appuntamento col destino!”.
E scopriamo altre connessioni, conoscenze comuni, progetti, vissuti e soprattutto sensibilità. Mi scoppia il cuore di gioia per questo incontro ma devo tornare al mio corso. Sono passati, credo, quarantacinque minuti che potrebbero essere durati tre ore. Soprattutto sento un filo, un filo da cuore a cuore che si è creato. Ci scambiamo i numeri, un bacio sulle guance e un “Ti scrivo!”.
E al primo messaggio altri pezzi si compongono. Altra energia che vibra sugli stessi accordi. Una canzone anche che parla al cuore di entrambe.
COME SCEGLI QUALE STRADA PRENDERE QUANDO SEI A UN BIVIO?

Passo 24 ore a ripensare a questo incontro.
Soprattutto penso a tutti i bivi che mi hanno portato fino a qui:
- Mangio al Bio: si/no
- Mangio da Govinda: si/no
- Rinuncio alla Latteria per la fila: si/no
- Entro lo stesso: si/no
- Mi giro a chiederle se vuole condividere il tavolo: si/no
- Faccio conversazione: si/no
- Le dico esattamente dove vivo: si/no
E penso ai suoi. E al fatto che tutte queste scelte ci abbiano portato a incontrarci, finalmente. Che gioia!
PS: il suo numero è registrato proprio così “Appuntamento col destino”.
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