IL MOVIMENTO FISICO E IL MOVIMENTO VERSO IL FUTURO
La malattia di Parkinson è prima di tutto, in termini neurologici e fisiatrici, un disturbo del movimento. Per ogni essere umano, oltre al movimento fisico, vi è un altro genere di movimento: il movimento verso il futuro. È la possibilità di volgere lo sguardo al domani attraverso le lenti della progettualità, delle ambizioni, dei desideri, dei sogni. È avere una prospettiva.
La diagnosi di Malattia di Parkinson, così come la diagnosi di ogni malattia che condiziona profondamente il quotidiano di chi la vive, va a modificare l’orizzonte temporale del soggetto che la riceve e della sua famiglia. La progettualità si ritira su sé stessa e spesso necessita di essere stimolata dall’esterno. La prima e più umana reazione alla diagnosi è un senso di smarrimento, di isolamento e di perdita di identità.
LA SOFFERENZA UMANA SI SVOLGE NELLA VITA, IL CORPO NE È TESTIMONE
Nel suo libro «Il corpo vissuto» lo psichiatra Primo Lorenzi1 scrive: “La sofferenza umana e tutte quelle condizioni che i medici si preoccupano di curare non si verificano «nel» corpo, come subliminalmente si suggerisce nel pensiero medico classico, ma nella vita.
Spesso, ma non sempre, il corpo, inteso nella sua accezione biologica, fornisce la testimonianza più concreta di questa sofferenza. Così è il vissuto somatico, che il paziente narra, a costruire la trama essenziale di ogni idea di malattia. E il vissuto somatico è un evento soggettivo, mal localizzabile che fuoriesce dai confini del corpo fisico e pervade l’intera vita, modificando la qualità delle relazioni, la forma degli affetti, il ritmo delle attività, la considerazione di sé.”
ELABORARE IL LUTTO DELLA PROPRIA IMMAGINE DELL’IO INTERIORIZZATA, PER APRIRSI A CREARNE UNA NUOVA
La Malattia di Parkinson trasforma il corpo, mutandone irrimediabilmente la percezione. La persona che ne è affetta, per potersi riconoscere nella propria espressione corporea e nella propria immagine dell’io, deve prima attraversare il lutto dell’immagine interiorizzata di sé, così come era e così come si sarebbe immaginato, proiettato nel futuro: nel suo potenziale espressivo, in ciò che la sua fisicità gli avrebbe permesso di compiere. Quella persona è destinata a non esserci più, a non esistere. Il dolore del malato di Parkinson, quindi, scaturisce dalle difficoltà che il corpo manifesta e si estende a quello che, nella filosofia fenomenologica, viene definito il «corpo vissuto, il corpo che siamo (Leib), quello che sentiamo e che, nella malattia, viene vissuto come una rigida gabbia, che genera una tensione anche di natura psicologica.
L’IMAGINE DELL’IO DEFINISCE LA NOSTRA SFERA DEL POSSIBILE

L’immagine dell’io prescrive la “zona del possibile”; così la definisce Maxwel Maltz nel libro Psicocibernetica2, uno dei fondamenti del corso di Psicodinamica Metodo ISPA®3 di cui sono trainer. Infatti, ciascuno di noi porta con sé una sorta di fotografia o ritratto mentale di sé stesso, anche se questo potrebbe non essere riconoscibile consciamente. Che ne siamo consapevoli o meno, tutte le nostre azioni, i nostri sentimenti, il nostro comportamento e le nostre capacità derivano da tale immagine.
Ora, se tale immagine è ancorata ad una fotografia di sé stessi nel passato prima della manifestazione della malattia, è chiaro che l’immagine presente risulterà una versione sbadita di se stessi.
Diverso sarebbe invece il risultato se la persona si potesse focalizzare su tutto ciò che nel presente può fare, dare, essere, apprezzare, godere, sperimentare, esplorare, vivere.
E questa considerazione in modo trasversale vale per tutti noi.
Chiediti allora: “Cosa mi permetterebbe di estendere al massimo la mia zona del possibile? Quale immagine dell’io, di me stesso/a, rinforza questa nuova versione di me?”
Dalla mia tesi di laurea in Psicologia Clinica e della Riabilitazione, dal titolo “Malattia di Parkinson: viaggio tra soma e psiche verso una qualità di vita”.
Relatore Chiar.mo Prof. Alberto Costa
Per altri articoli su questo tema clicca qui.
1 Lorenzi P., Il corpo vissuto, Ed. SEID, 2009
2 Maxwell Maltz, Psicocibernetica, 2012, Ed. Astrolabio
3 Psicodinamica ISPA – Il metodo ISPA
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