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Parlami di lei, di Michaela K. Bellisario

IL POTERE TERAPEUTICO DELLA LETTURA

 

Da quando sono piccola divoro libri. Per me il libro fisico, quello che ha un odore ed una consistenza, è prima di tutto uno strumento di autoconoscenza, di scoperta e anche un modo per prendersi cura di sé.

Marcel Proust nel suo saggio Sur la lecture evidenziava il potere curativo della parola scritta, che diversamente da una conversazione, può penetrare profondamente nella psiche del lettore ed affermava che: “ogni lettore quando legge, legge sé stesso”.
Scrive Manuela Racci in Iniziazione alla libroterapia: “Leggere può veramente dilatare lo spazio interiore e aiutare a trovare un baricentro, poiché la letteratura, in generale, si rivolge soprattutto al cuore, all’universo dei sentimenti e delle emozioni e offre uno strumento suggestivo e intenso per ormeggiare la propria interiorità e per conoscersi meglio.”

 

Non è estremamente poetica l’immagine di ormeggiare la propria interiorità attraverso il libro?!

 

“ADESSO È IL MOMENTO DI DARE VALORE ALLA VITA. PERCHÉ SONO VIVA. ADESSO. PERCHÉ HA UN SIGNIFICATO.”

Ho incontrato Michaela K. Bellisario ai primi di ottobre del 2018 ad un evento milanese in cui presentava due suoi libri, tra cui “Parlami di lei”. La frase che ho citato è scritta sulla quarta di copertina e credo esprima il senso del perché ho scelto di fare questo lavoro. Anche per questo motivo questo incontro mi ha molto colpita. Quando qualcun altro esprime alla perfezione con la scrittura ciò che sento, per me si muove qualcosa, come se il respiro potesse andare più a fondo a farmi sentire che, sì, sono proprio sulla strada giusta.

 

Questo messaggio estremamente positivo racconta che molto spesso le persone, viceversa, restano intrappolate in un lutto. La fine di una relazione, di un sogno, di un progetto -anche lavorativo-, in sintesi della vita così come era stata pianificata e immaginata, le spinge a vivere il presente come se fosse la versione sbiadita di ciò che non è più.

 

Accompagnare le persone nel processo del lutto è per me prima di tutto dare valore alla vita, affinché possano aprirsi a nuove possibilità. Percependo che ogni attimo è sacro e che non ci sono scenari di serie A o di serie B. Ci sono solo piccole scelte, che tutte insieme costituiscono l’impasto del nostro vivere presente.

 

TUTTO CIÒ CHE MI HA EMOZIONATA DI QUESTO LIBRO

Tutto il romanzo si dipana su due tempi paralleli. In ogni capitolo il lettore accompagna Alexandra, quarantaduenne in carriera, nelle settimane di gestazione dal test di gravidanza alla 37ma settimana + 4.
In contemporanea è chiamato a vivere tutto il dolore che Alexandra e Andrea dovranno attraversare nel processo del loro lutto.

 

Le emozioni che accompagnano la lettura sono inevitabilmente contrastanti. Da una parte vi è la felicità di ogni piccola scoperta nella gestazione. Dall’altra sale una spinta a divorare le pagine per comprendere che cosa possa essere successo. Le domande di chi legge si intrecciano con quelle della protagonista, in una totale fusione empatica.

Ci sono passaggi estremamente toccanti, scanditi da tempi che aumentano il contrasto tra l’attesa e il dolore. Così ci si trova a leggere nome e data iscritti sulla lapide e alla pagina seguente si partecipa alla scelta del nome della bambina alla 9na settimana +  5.

 

La ricerca di una spiegazione attraversa tutte le emozioni del lutto, narrate con estrema onestà, e si espande in una ricerca di senso più grande.

 

LA BELLEZZA SALVERÀ IL MONDO… INSIEME ALLA FEDE

A un anno dalla perdita di Martina, il viaggio di Alexandra prosegue. Molte volte sono gli eventi dolorosi ad aprire crepe da cui poi può penetrare la luce.
Questa è anche la scelta della protagonista, che cercando le risposte alle grandi domande della vita, incontra la fides. La fede è da intendersi qui come la capacità di abbracciare gli eventi della vita, attraverso una visione più universale, che anche nel dolore permette di intravedere il progetto più grande che ciascuno di noi è destinato a incarnare.

 

Buona lettura!

 

Il libro, se ti ho incuriosito, lo trovi su IBS.

Scritto da: Silvia Mecca

Formatrice e grief counselor. Il mio lavoro e la mia vita sono uno. Sono nel flusso e nel presente, nel mio tempo e in ogni momento.

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