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DEPARTURES, diretto da Yōjirō Takita

OKURIBITO: PERSONA CHE ACCOMPAGNA ALLA PARTENZA

 

Un film estremamente toccante, che fa emergere i significati profondi della ritualità alla base della preparazione dei riti funebri e che pone l’accento sul tabù del tema morte in Giappone. La pellicola del 2008, premiata con l’Oscar al miglior film in lingua straniera nel 2009 a Los Angeles, si basa sull’autobiografia “Coffinman: The Journal of a Buddhist Mortician” di Aoki Shinmon1.

 

LA STORIA DI UN GIOVANE VILONCELLISTA CHE DIVIENE TANATOESTETA

Daigo Kobayashi è un giovane violoncellista che perde il lavoro. Decide con la moglie Mika di tornare a vivere nella casa che ha ereditato dalla madre, nella prefettura di Yamagata. In cerca di un modo per provvedere economicamente alla famiglia, trova un annuncio: “Assistiamo coloro che partono per dei viaggi” e decide di presentarsi al colloquio. Qui scoprirà che l’agenzia si occupa in realtà delle tradizionali cerimonie giapponesi di preparazione, attraverso detersione, trucco e vestizione, dei defunti di fronte al resto della famiglia. Daigo accetta l’incarico di tanatoesteta.

 

DIVENTARE UN INTOCCABILE

Proprio a causa del fatto che la morte è considerata un tabù, Daigo non rivela alla moglie la natura del proprio nuovo impiego. Il suo primo incarico è fungere da defunto per girare un filmato didattico in cui il titolare dell’agenzia spiega lo svolgimento della cerimonia. Presto arriva il vero debutto ed è alquanto traumatico, al punto che sulla via del ritorno si fermerà ad un bagno pubblico per lavarsi a fondo.
Quando la moglie e il suo amico d’infanzia scoprono che è diventato tanatoesteta, viene messo alla gogna. La moglie lo lascia e il suo amico gli consiglia con disprezzo di trovarsi un altro lavoro. Smette di essere persona gradita, i due si vergognano per lui.

 

PUR NELLA TRISTEZZA DELL’ULTIMO ADDIO, QUANTO VIENE ESEGUITO PER PREPARARE IL DEFUNTO, IMMERSI NEL SILENZIO PIENO DI PACE!

La parte per me commovente è il passaggio che avviene dentro questo giovane uomo. Dalla riluttanza iniziale a farsi contaminare da questo mondo, dalla paura di essere scoperto dai propri cari, si apre ad una passione per questo lavoro. La chiave di trasformazione è l’amorevolezza, che scorge nel suo capo ogni volta che lo osserva preparare un defunto. La precisione dei gesti, la cura anche nell’aggiustare le pieghe dei vestiti come fossero origami, la perfezione di ogni dettaglio per restituire nell’ultimo saluto un corpo che è scrigno di dignità e che è rappresenta il simulacro del valore di una vita.

 

È DESTINO DI TUTTI ACCOMPAGNARE QUALCUNO, È DESTINO DI TUTTI ESSERE ACCOMPAGNATI

Dopo qualche mese la moglie torna dicendo di essere incinta ma ancora determinata a far cambiare lavoro al marito. Negli stessi giorni muore la padrona del bagno pubblico, nonché madre dell’amico di Daigo. Lui si occupa del cadavere e, poiché la cerimonia è pubblica, per la prima volta la moglie e l’amico possono vivere la stessa emozione che Daigo aveva provato osservando il proprio maestro tanantoesteta: commozione.
Qualche tempo dopo è il padre di Daigo a morire. I due non si vedono da anni, dopo che il padre ha abbandonato la famiglia per una giovane donna. Daigo si convince con fatica a dargli un ultimo saluto ma alla vista del cadavere, non lo riconosce. Decide allora di prepararlo personalmente per la sepoltura. Guardando il volto del padre, dopo essersene preso cura, riesce ora a metterlo a fuoco nei suoi ricordi e a riconoscerlo. Un piccolo sasso stretto in una mano, lo aiuterà a fare pace col passato.

 

Info utili: Potete trovare il trailer a questo indirizzo e, se come me avete amato profondamente le musiche, ecco un breve estratto.

 

Per altri libri sul tema del lutto clicca qui.

 

Scritto da: Silvia Mecca

Formatrice e grief counselor. Il mio lavoro e la mia vita sono uno. Sono nel flusso e nel presente, nel mio tempo e in ogni momento.

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