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Il Punto È: una poesia di Ellen Bass

“Il Punto È

amare la vita, amarla anche quando

proprio non ne hai alcuna voglia

ed ogni cosa che hai avuto a cuore

si sbriciola come carta bruciata nelle tue mani,

la tua gola piena del suo limo.

Quando il lutto siede con te, è il caldo tropicale

che addensa l’aria, pesante come l’acqua

più adatto a delle branchie che ai polmoni;

quanto il lutto ti pesa come la tua stessa carne

solo un po’ di più, un’obesità del lutto,

tu pensi, Come può un corpo resistere a tutto questo?

Allora tieni la vita come un volto

tra le tue mani, una faccia semplice,

nessun sorriso affascinante, niente occhi viola,

e dici, sì, lo voglio

ti amerò, ancora.”

Traduzione a cura di Silvia Mecca

 

Testo originale
The Thing Is By Ellen Bass

The Thing Is

to love life, to love it even

when you have no stomach for it

and everything you’ve held dear

crumbles like burnt paper in your hands,

your throat filled with the silt of it.

When grief sits with you, its tropical heat

thickening the air, heavy as water

more fit for gills than lungs;

when grief weights you like your own flesh

only more of it, an obesity of grief,

you think, How can a body withstand this?

Then you hold life like a face

between your palms, a plain face,

no charming smile, no violet eyes,

and you say, yes, I will take you

I will love you, again.

 

Il dolore del lutto è anche questo, è sentire la fatica di portare il tuo stesso corpo, che fa talmente male in così tante parti, da sembrare anche più pesante di quello che è. Il dolore del lutto è ingombrante e così ti senti tu quando lo vivi, come se lo avessi aggrappato addosso, come se fosse così evidente mentre ti muovi, e invece tu vorresti solo sparire.

Elaborare il lutto è la gentilezza amorevole di tenere il proprio viso tra le mani, senza pretendere che sia niente di diverso da ciò che è.
È accorgersi che c’è ancora una luce meravigliosa nelle albe e nei tramonti, che ci sono ancora emozioni che fanno battere il cuore anziché farlo a pezzi, è aprirsi lentamente alla possibilità che ci sia una vita che vale ancora la pena di essere vissuta.
E poi uscire e viverla, ciascuno con i propri tempi e i propri spazi, nel pieno rispetto di sé e di tutto quello che si custodisce nel cuore.

 

In questo video la poesia viene letta in coreano con i sottotitoli in inglese, io sono rimasta affascinata e commossa per come le parole siano entrate nelle mie cellule mentre la ascoltavo.

 

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Scritto da: Silvia Mecca

Formatrice e grief counselor. Il mio lavoro e la mia vita sono uno. Sono nel flusso e nel presente, nel mio tempo e in ogni momento.

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