
Una persona cara mi ha donato questo libro. Le persone care sanno che amo i cimiteri e soprattutto amo le storie che nei cimiteri si possono incontrare. Elisabetta Cacioppo e Massimo Tafi hanno raccolto in queste pagine straordinarie storie comuni affidate a una lapide. E lo hanno fatto con una delicatezza e una cura sopraffine. Lo si intuisce già dal prologo, che è una dichiarazione di intenti: “I cimiteri sono archivi dell’umanità, dove si incontra la Storia attraverso la vita e le storie dei singoli individui. È questo quello che vogliamo. Un amico ci ha detto che ‘disseppelliamo’, e c’è del vero. I cimiteri sotterrano per sempre, noi invece vogliamo ridare dignità di viventi alle persone che vi sono ospitate per sottrarle al nulla.”
Le storie sono raccolte in campi. Il disegno di un cimitero ideale a forma di croce di Malta, coi bracci tutti uguali in lunghezza e larghezza, e due punte per ogni braccio. La croce delimita quindi otto campi: il campo della madri, il campo del gran rifiuto, il campo della libertà e dell’eresia, il campo della poesia, il campo della pace e della guerra, il campo dell’inganno, il campo dell’amore e del dovere, il campo del caso e del coraggio. E poi una storia a sé, che tocca il cuore e solletica la vena investigativa del lettore: non dire ad alcuno perché sono morta.
In ogni campo ci sono foto di lapidi e ricostruzione di storie. È un libro forte, toccante, delicato, intenso, rasserenante, ricco di curiosità, che fa riflettere profondamente. Tutto allo stesso tempo. Ci sono storie che mi hanno trasmesso un senso di pace infinita, storie difficili, morti violente e morti lievi, storie di riscatto e storie che ricordano la Storia del nostro Paese. Sono pagine piene di umanità e al contempo ogni spaccato di vita vissuta apre scenari di riflessione sul caso, sul destino, sul libero arbitrio, su ciò in cui si crede e ciò che si è disposti a perdere, su ciò che resta alla fine di tutto. Un nome, due date, una frase evocativa su una lapide.

“La poetica delle lapidi non è solo data da parole ben studiate, ma può essere una piantina che nasce spontanea da una spaccatura in un bronzo abbandonato. Un bronzo di chi furia di oceanica tempesta strappò alla vita, come recita la lapide. Una spaccatura proprio sulla parte sinistra del bronzo, dalla parte del cuore.” – pag. 114 Dalla parte del cuore – IV Il campo della poesia
Grazie Elisabetta Cacioppo, Massimo Tafi e Pentagora Edizioni, meraviglioso!
La pagina Facebook, scoperta dopo aver finito il libro e scritto questo post: https://www.facebook.com/eserbiunsassoilnome
Per altri film e libri sul tema del lutto clicca qui.
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