
E così, tricchete tracchete, il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa le scatole.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
Woody Allen

Immagino che molti di noi abbiano fantasticato su come sarà la propria morte e soprattutto su come non vorrebbero che fosse.
Io sinceramente l’opzione orgasmo l’ho considerata solo quando ho guardato il film “Week end con il morto”, in cui in effetti accadeva ma non proprio come intende Woody Allen.
Ad ogni modo, anche senza pensare ad una vita alla Benjamin Button, si potrebbe iniziare a riflettere in modo nuovo sul tema della morte e del passaggio.
Il mio modo è osservare che la morte a questa vita può essere vista come una nascita nell’altra dimensione. In fondo dipende solo dal punto di osservazione chiamarla nascita o chiamarla morte.
Certo non vi è certezza dell’organo, neanche in questa vita, ma non mi sentirei nemmeno di escluderlo con le informazioni a nostra disposizione sull’aldilà!
Buona Rinascita a tutti!
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