
In uno dei training che ho seguito nel 2015 alla Middlesex University of London sul tema della morte, ho imparato un’espressione assolutamente calzante per rendere la metafora di quanto sia ancora difficile parlare di morte.
PARLARE DI MORTE È COME INTRODURRE UN ELEFANTE IN UNA STANZA
“The elephant in the room”, l’elefante nella stanza, per gli inglesi rappresenta metaforicamente la presenza di un problema o di una difficoltà ovvii, di cui le persone coinvolte non vogliono parlare.
A questo proposito, per sensibilizzare le persone sul tabù della morte e sull’importanza di poterne parlare apertamente, la Royal London, la più grande compagnia di mutua assicurazione del Regno Unito, ha creato una guida pratica sul tema della morte, del morire e della perdita.
HOW TO DIE WELL: COME MORIRE BENE
L’obiettivo del testo è proprio quello di aiutare le persone ad affrontare difficili quanto importanti conversazioni sulla morte. L’idea alla base del progetto è che morire bene sia una parte fondamentale del vivere bene. Il libro è scaricabile gratuitamente.
Per rendere il progetto ancora più interessante è stato coinvolto uno dei più famosi fotografi e film maker del mondo della moda: Rankin. Con lui scrittori, giornalisti e autori, tra cui Rhik Samadder, Eimear McBride, Rhik Samadder, Kevin Toolis, Dr Kathryn Mannix e Amita Joshi, hanno messo a punto saggi brevi e conversazioni inclusive sul piano culturale, per fornire spunti di riflessione e risorse per chiunque abbia a che fare con la morte.
LOST FOR WORDS: SENZA PAROLE
Lost for Words è la mostra digitale degli scatti di Rankin, fotografie di persone sovrapposte all’immagine della persona cara che hanno perso. Le immagini sono accompagnate dalle interviste a queste persone, proprio perché narrare il dolore aiuta a riconoscersi nelle parole degli altri e a poterlo esprimere.
La nota di presentazione del progetto spiega: «Royal London e Rankin stanno affrontando il tabù che circonda la morte. Credono che sia il momento di cambiare il modo in cui pensiamo alla nostra morte e a quella dei nostri cari. Lost for Words vuole incoraggiare un dialogo “vitale” sul lutto, per onorare coloro che abbiamo perso e per aiutarci a godere il tempo che abbiamo con coloro che amiamo».
NON AVERE PAURA DELLA MORTE QUANDO TI TOCCA, QUANDO PERDI QUACUNO DI CARO
Così inizia la video intervista di Rankin per Huffington Post UK, “Rankin Is Breaking Stigma & Healing Through Photography“ – Rankin rompe lo stigma e guarisce attraverso la fotografia. E continua: “Quando questo accade inizi questo incredibile viaggio con loro, con la loro perdita, che ti porta sulle montagne russe delle emozioni. […] Ho perso i miei genitori circa dodici, tredici anni fa. Nel processo della loro perdita, quello che ho realizzato è che ero impreparato a così tanti differenti livelli a tutto ciò che accompagna la morte.
Quando qualcosa è un tabù, quando è qualcosa di cui non si può parlare, quando è tenuto nascosto o quando le persone non vogliono affrontarlo…il modo migliore per entrarci, per andare davvero a fondo è semplicemente iniziare a parlarne. Perdere qualcuno è davvero complicato ed è un’esperienza diversa per ciascuna persona ma, quello che ho vissuto, è che ascoltando le storie degli altri mi sentivo okay rispetto a quello che stavo attraversando io.
L’idea di questa mostra è di dare alle persone gli strumenti di cui hanno bisogno, ascoltando le storie di altri.”
QUANDO VEDI QUALCUNO MORIRE, QUANDO PERDI QUALCUNO CHE AMI DAVVERO, SEI IN LUTTO E DESIDERI SOLO CHE LA LORO VITA CONTINUI

“Questa idea di rendere memoria, di celebrare una vita che è terminata, parlandone, avendo la capacità di farlo, e anche aiutando altre persone a farlo è qualcosa di davvero potente. […] Non c’è una persona che attraversi questo dolore allo stesso modo di un’altra. Ogni persona ha il proprio personalissimo viaggio con queste emozioni. E non c’è niente di giusto o sbagliato.”
“There’s no better time to have a laugh than when you’re grieving.”
“Non vi è momento miglore per una risata che quando stai vivendo un lutto.”
Konnie Huq
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