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Il lutto delle amanti: le vedove invisibili

A volte l’amore arriva inaspettato e scompiglia tutto. A volte l’amore arriva e tu ne puoi vivere solo un pezzetto, di nascosto, in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio della tua routine. A volte l’amore arriva e se ne va e ti lascia per sempre.

E nei tuoi giorni fuori da quella bolla, è un’immane fatica collocare il dolore sordo che vorresti poter urlare al mondo e invece taci. Nessuno capirebbe, nessuno sa.

La perdita di qualcuno che amiamo è sempre dolorosa ma ci sono circostanze dove al dolore si somma una tagliente sofferenza. Non poter esprimere le proprie emozioni, non poter compiere i gesti del cordoglio, non poter adempiere al bisogno di salutare e accompagnare una persona che sta morendo, lascia ferite profonde.

Queste ferite sono fatte di tutti i “se” e di tutte le fantasie di “quello che avrei fatto io… e che non ho potuto fare”.

 

Oggi vorrei scrivere il dolore di chi ha vissuto una storia d’amore importante, senza poter essere la compagna ufficiale di questa storia. La declino al femminile, perché accompagno principalmente donne a sciogliere i nodi di questa trama per poter ricominciare a respirare la leggerezza della vita.

 

Perdere il proprio amante -e parlo d’amore senza un giudizio sulla forma che ha avuto- è già di per sé intriso del pensiero che non esisterà più nessuno che possa farti vivere le stesse emozioni. Quando hai un legame forte con qualcuno, per quanto tu possa avergli aperto il cuore, ci saranno sempre parole che avresti voglia di ripetergli prima dell’ultimo saluto. Baci che sanno di sale e di momenti creati per stare un po’ stretti in un abbraccio nutriente.

Quando tu ufficialmente sei un’estranea alla sua vita, non c’è l’occasione di poterlo fare.

Spesso, se anche hai potuto intrufolarti e farti piccola e invisibile il giorno del funerale, nella tua mente sono ben altre le parole che avresti detto, altri i fiori, la foto, i ricordi. Per rispetto, no, non ci sei andata. E così tra te e te continui a proiettare lo stesso film, il film del suo funerale e del tuo addio.

 

A volte quando si vive una storia parallela a quella ufficiale è perché il senso del dovere tiene stretta la coppia antica: promesse, figli, famiglie di origine e pure il mutuo. Magari ci si è giurati di stare insieme “nella buona e nella cattiva sorte” così tanto tempo fa, che quei due che si sono scambiati gli anelli pieni di emozione oggi sembrano due estranei.

Vivere insieme non è sempre sinonimo di crescere insieme. Per crescere insieme occorre lasciare spazio ai cambiamenti dell’altro e anche ai nostri, senza paura di perderci. Occorre coltivare quel senso di freschezza di conoscersi e riconoscersi per la prima volta ogni giorno.

Non tutti sono disponibili a pensare la coppia in questo modo. Così il rischio è di cristallizzare un’immagine superata del partner e continuare a guardarlo con gli stessi occhi, senza accorgersi che nessuno dei due è più lo stesso.

Un amante è qualcuno che ha la curiosità di conoscerti per la prima volta. Talvolta è l’unica strada che una coppia trova per continuare a stare insieme. Perché se due persone si volessero lasciare, lo potrebbero fare. La forma del triangolo crea uno spazio che il segmento iniziale non aveva, permette di scaricare una tensione e di restare collegati in una nuova forma.

 

Se hai vissuto questa esperienza e ti senti sospesa in questo dolore, è molto importante che trovi un rito da compiere per poterlo salutare. Ascolta cosa è importante per te. Trova un posto, magari un vostro posto, porta tutto quello che serve per celebrare il vostro ultimo saluto –fotografie, oggetti, parole, tutto ciò che senti utile- e compi questo passo. Esprimi quello che hai da dire, dai forma ai gesti che desiderano essere fatti, fai il primo passo per lasciarlo andare.

Poter salutare la persona cara è l’inizio della elaborazione delle emozioni del lutto.

Scritto da: Silvia Mecca

Formatrice e grief counselor. Il mio lavoro e la mia vita sono uno. Sono nel flusso e nel presente, nel mio tempo e in ogni momento.

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