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Cosa faccio

Cammino. Respiro. Rido. Ascolto. Vivo.

Perché ho deciso di fare questo lavoro?

Quando ho iniziato il tirocinio come Counselor in ospedale (IEO, S. Carlo e LILT di Legnano), prendevo due mezze giornate di ferie al mese per far da assistente nei gruppi di sostegno e formazione ai volontari impegnati nel reparto di Oncologia.
É
in quel preciso periodo che mi sono accorta di essere molto più felice in quella veste che in azienda. Era il mio corpo a dirmelo. La conseguenza logica è stata quella di creare una coerenza tra il mio quotidiano e ciò che mi rendeva felice. Mi sono licenziata e ho creato la mia vita così come è oggi.

Lamore per lumanità e quella percezione di pace interiore, che ciascuno può vivere e che supera lillusione del conflitto, della sofferenza accumulata durante una vita, e che ci permette di manifestarci nella pienezza, nella gioia e nell’armonia.

 

Come mi fa sentire questo lavoro?

Infinitamente grata alla vita, ai miei genitori che me lhanno donata, a tutte le persone che, più o meno consapevolmente, mi hanno spronata ad arrivare sino a qui, a tutti i miei Maestri, che siano o meno in un corpo fisico, sono comunque sempre presenti.

 

Quali sono le tipologie di persone con le quali lavoro?

Lavoro con tutte le persone che hanno deciso di attivare un cambiamento nella propria vita e che vogliono sperimentare una nuova visione di se stesse e di se stesse in relazione con lambiente che le circonda.

Ci sono moltissimi professionisti validi che, come me, possono aiutarti. Più che dire perché me e non altri, ti posso dire come lavoro: ti accompagno in un processo di cambiamento alla scoperta di te, usando una minima dose di lacrime e molto divertimento.

 

Perché mi sono interessata al lutto e al cambiamento?

Ho osservato che la maggior parte delle persone sanno esattamente quali siano le cause della propria infelicità e saprebbero anche quale direzione prendere per cambiare; pochissimi lo fanno.
Mi sono interrogata sul motivo, apparentemente irrazionale, di sacrificare la propria felicità a favore di una rassegnata insoddisfazione.
Aprirsi al cambiamento implica far morire delle parti di sé. Spesso è proprio questo l’ostacolo. La difficoltà della maggior parte degli esseri umani è vivere il lutto dell’immagine che avevano di se stessi.  Dunque non permettono di far morire il vecchio per dare spazio al nuovo.
Nella mia vita ho attivato molti cambiamenti rivoluzionari e ho sperimentato il valore dei riti di passaggio per facilitarli. Ad un certo punto ho scelto di mettere la mia esperienza e la mia professionalità al servizio dei cambiamenti degli altri: oggi sono una Grief Counselor (approfondisci qui >).

 

Cosa mi aspetto per il futuro professionale e personale?

Mi metto al servizio, è difficile avere aspettative. Ho fiducia di essere sempre al posto giusto nel momento giusto.